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Il panorama degli affitti brevi in italia ha subito una trasformazione radicale.

Se fino a pochi anni fa il settore era considerato una sorta di “far west” normativo, il 2026 segna il consolidamento di una stretta senza precedenti. Con la pubblicazione della nuova guida aggiornata dell’agenzia delle entrate e l’entrata in vigore delle restrizioni della legge di bilancio, per i proprietari di immobili il margine di manovra si è decisamente ristretto. Se gestisci un appartamento su airbnb o booking, o se stai pensando di investire nel mattone per scopi turistici, ecco tutto quello che devi sapere per non farti trovare impreparato e, soprattutto, per evitare sanzioni che possono arrivare a migliaia di euro.

1. La soglia dei 2 immobili: quando scatta la partita iva.

La novità più impattante del 2026 riguarda il limite numerico degli immobili destinati alle locazioni brevi (contratti di durata non superiore a 30 giorni).

Fino al 2025, la presunzione di “attività imprenditoriale” scattava superando i 4 appartamenti dal 1° gennaio 2026, la soglia è scesa drasticamente a 2 immobili. Entro i 2 immobili puoi ancora operare come privato cittadino, applicando (se lo desideri) il regime della cedolare secca, dal 3° immobile in su la legge presume che tu stia svolgendo un’attività d’impresa, questo significa obbligo di apertura di partita iva, iscrizione alla camera di commercio e impossibilità di utilizzare la cedolare secca. Il reddito verrà tassato secondo le aliquote irpef ordinarie, con l’aggiunta dei contributi previdenziali inps.

2. Cedolare secca: 21% o 26%?

Anche sul fronte fiscale le regole sono diventate più onerose. Non esiste più un’aliquota unica del 21% per chi possiede più di un immobile. Sul primo immobile puoi scegliere l’aliquota agevolata del 21%. mentre sul secondo immobile l’aliquota sale al 26%. È importante sottolineare che la scelta di quale immobile tassare al 21% spetta al contribuente in sede di dichiarazione dei redditi. La base imponibile resta l’intero canone lordo indicato nel contratto l’agenzia delle entrate ha ribadito che non sono ammessi abbattimenti forfettari per spese di pulizia o manutenzione, a meno che queste non siano riaddebitate analiticamente e documentate.

3. L’obbligo del cin: tracciabilità totale

Dimenticate i vecchi codici regionali frammentati. Il 2026 è l’anno della piena operatività del Cin (codice identificativo nazionale). Ogni unità abitativa destinata all’affitto turistico deve essere censita nella banca dati nazionale delle strutture ricettive (bdsr).

Il cin deve essere obbligatoriamente:
1. Esposto all’esterno dell’edificio (nel rispetto delle norme condominiali e urbanistiche).
2. Indicato in ogni annuncio pubblicato online (airbnb, booking, social network, siti web propri).

Le sanzioni per chi ne è sprovvisto sono pesantissime, variando da 800€ a 8.000€, a cui si aggiungono le multe per i portali che pubblicano annunci senza codice.

4. Requisiti di sicurezza: non basta più un letto

La nuova guida dell’agenzia delle entrate, in linea con le normative sulla sicurezza, ricorda che gli immobili in locazione breve devono ora rispettare standard minimi precedentemente riservati solo agli hotel o ai b&b professionali, devono avere rilevatori di gas e monossido di carbonio obbligatori e funzionanti, estintori portatili i quali devono essere installati in posizioni accessibili e visibili, con una densità minima definita dalla metratura (solitamente uno per piano o ogni 200 mq).

5. Il ruolo degli intermediari e la ritenuta

Se utilizzi portali che incassano il canone per tuo conto, questi operano come sostituti d’imposta. Gli intermediari devono applicare una ritenuta del 21% a titolo di acconto. Se la tua aliquota reale è il 26% (perché è il tuo secondo immobile), dovrai versare la differenza in sede di conguaglio fiscale.

Inoltre, l’agenzia delle entrate riceve flussi costanti di dati dai portali incrociare i dati tra i giorni di occupazione dichiarati online e i redditi denunciati è diventato un processo automatizzato e immediato.

Concludendo, come bisogna muoversi?

La “stretta” del 2026 punta a professionalizzare il settore e a combattere l’evasione. Se possiedi uno o due appartamenti, l’impatto è gestibile ma richiede precisione chirurgica negli adempimenti (cin e sicurezza). Se ne possiedi tre o più, è il momento di consultare un commercialista per valutare il passaggio alla gestione imprenditoriale, poiché il rischio di accertamenti d’ufficio è ora altissimo.

Il mercato degli affitti brevi resta una risorsa preziosa, ma la stagione dell’improvvisazione è ufficialmente conclusa.

Se hai dubbi sulla richiesta del cin o sul calcolo della cedolare secca per il tuo secondo immobile, non esitare a contattarmi.

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